Una sana alimentazione, il movimento, l' igiene dell' ambiente in cui vive e le vaccinazioni saranno importantissime per la prevenzione di moltissime patologie!
Nonostante questi accorgimenti anche il coniglio piu' curato puo' purtroppo ammalarsi ugualmente!
Il coniglio nano deve essere vaccinato ogni sei mesi contro la MIXOMATOSI, malattia che ne causa la morte e che gli viene trasmessa dalla puntura delle zanzare comuni e contro la MEV (malattia emorragica virale). I sintomi di queste malattie sono: abbattimento, congiuntivite, scolo dagli occhi, rigonfiementi cutanei sulla testa e agli arti, emorragie dal naso o dalla bocca a volte si ha la morte improvvisa.
Per la salute del vostro coniglio state attenti a non esporlo a correnti d'aria, nonlasciare la gabbia al sole e non lasciarlo in ambienti polverosi perchè potrebbe venirgli la congiuntivite.
Nei conigli nani, spesso a livello dei denti, appaiono delle anomalie che possono essere talmente gravi che l'animale non è più in grado di mangiare e muore così di fame. Se però si effettua un regolare controllo degli incisivi questo problema può essere facilmente evitato.
Le patologie principali sono tutte, di solito, correlate ad un'alimentazione scorretta; enteriti, in questa specie spesso mortali, malocclusione dentale, ascessi da pasteurella. Come per il criceto, se il vostro coniglio mostra malessere, è consigliabile portarlo immediatametne a visita. Questi animali mostrano sintomi solo quando le patologie sono avanzate, ed un lieve abbattimento può trasformarsi in una situazione d'emergenza in poche ore.
Il coniglio è molto sensibile alle alte temperature, e va facilmente incontro a colpi di calore. State dunque attenti a non lasciarlo ad esempio in auto quando questa è parcheggiata al sole, e in generale ad evitare situazioni simili. Se tenuto fuori casa, fate in modo che possa sempre ripararsi dal sole, se tenuto all'interno, non posizionate la gabbia troppo vicino ai termosifoni.
In conclusione i conigli nani sono maggiormente predisposti alla pasteurellosi, le affezioni gastrointestinali, i problemi cutanei, le patologie dell’apparato urinario e gli ascessi. La pasteurellosi è un’infezione batterica che colpisce le vie respiratorie ma che può, per via ematogena, diffondersi anche in altri distretti organici. Nel primo caso può essere colpito il tratto respiratorio superiore o quello inferiore, con sintomi non sempre costanti. Nel secondo, invece, si possono riscontrare segni clinici e lesioni di diverso tipo, in funzione delle sedi interessate. La terapia, spesso molto frustrante per il medico veterinario a causa delle frequenti recidive, prevede la somministrazione prolungata di antibiotici. Le affezioni gastrointestinali comprendono le odontopatie (specie le malocclusioni legate all’incompleto consumo delle tavole dentarie), la stasi gastrointestinale (riconducibile al digiuno e alla carenza di fibra nella dieta), l’enterotossiemia (che nella forma iperacuta può portare al decesso in poche ore) e la coccidiosi (di cui esiste anche una forma epatica). L’esecuzione di esami radiografici è spesso determinante per l’emissione della diagnosi.
Nel gruppo delle malattie dermatologiche spiccano le micosi cutanee (le quali si presentano, contrariamente a quanto avviene per cani e gatti, sotto forma di aree alopeciche infiammate e pruriginose), le infestazioni da acari (da Sarcoptes, Psoroptes e Cheyletyella) e da pulci (del tutto sovrapponibili a quelle che colpiscono cani e gatti), le dermatiti umide (localizzate a livello della giogaia e dell’inguine) e la pododermatite (di cui esito più grave è rappresentato dall’osteomielite).
Il riscontro di calcolosi a livello renale, ureterale, vescicale e uretrale è relativamente comune nel coniglio, il cui metabolismo del calcio ha caratteri particolari: l’assorbimento di questo minerale, infatti, non è influenzato dalla vitamina D, mentre il quantitativo in eccesso viene eliminato attraverso l’urina. Il colore di quest’ultima assume talora tonalità rosso/arancio/marroni, che non costituiscono necessariamente un dato patologico. Allo stesso modo, si può registrare la presenza di fanghiglia vescicale (calcio non organizzato), che necessita spesso - così come nel caso delle calcolosi - un approccio chirurgico. Gli ascessi possono localizzarsi un po’ dappertutto e sono quasi sempre in relazione alla diffusione di infezioni generalizzate. La loro principale caratteristica è la presenza di una capsula ben delimitata che circoscrive un essudato purulento di consistenza caseosa. Difficilmente gli ascessi rispondono al trattamento antibiotico o al drenaggio: la loro risoluzione, pertanto, deve tenere in conto l’exeresi chirurgica completa, proprio come avviene nelle forme neoplastiche di cani e gatti. Le recidive sono spesso frequenti.